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Mediazione definitiva

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Rito sommario di cognizione: mediazione obbligatoria

https://www.laleggepertutti.it/161716_rito-sommario-di-cognizione-la-mediazione-e-obbligatoria

Slides Convengo 18 Maggio

Pubblicate sul sito www.comitatoadrmediazione.it le slides del Convegno del 18 Maggio

Newsletter Il Mediatore.net

https://www.yumpu.com/it/document/view/58514823/newsletter-il-mediatore-civilenet-n3/share/x/0/y/0/w/452/h/640/page/1

77 italiani su 100 non conoscono la mediazione

Da: Lamezia Live

77 italiani su 100 ignorano la legge 28/2010, che garantisce ai cittadini il diritto di accesso alla giustizia extragiudiziale e  al credito d’imposta per chi prosegue per un accordo e/o mancato accordo

Il 77% dei cittadini non la conosce. E’ il dato che emerge  dalla prima indagine conoscitiva effettuata dall’Osservatorio volontario, per il monitoraggio  della mediazione civile  e commerciale dell’Associazione Nazionale Per l’Arbitrato e la Conciliazione.
Lo rende noto il presidente dell’associazione Giovanni Pecoraro in occasione dell’approvazione del Bilancio 2016. L’analisi dei dati, in collaborazione con le 100 sedi operative a livello nazionale – spiega Pecoraro – sono stati ricavati  da 437.306 schede di rilevazione,  inviate  a privati cittadini, aziende, istituzioni, diffuse e raccolte  dall’osservatorio mostra l’interesse civico sui temi della Giustizia alternativa e la presa di coscienza su quanto c’è ancora molto da fare  per vedere  attuata la legge 28/2010 su tutto il territorio nazionale. I dati permettono di sottolineare che la legge è ancora oggi poco nota: questo vuoto di conoscenza” – sottolinea Pecoraro – impone un maggior coinvolgimento dello Stato che deve sempre più allargare “l’obbligatorietà dell’esperimento del tentativo di mediazione ad altri diritti disponibili e all’aumento di un credito d’imposta  per le parti che corrispondono indennità al mediatore”.
Occorre rendere costante l’azione di stimolo e di supporto alle istituzioni – sottolinea l’Osservatorio – affinché si realizzi una collaborazione efficace per formare di più la classe dei mediatori anche attraverso una formazione dedicata ai temi previsti dalla legge, che inizia negli organismi di mediazione e prosegue con piani strutturati di percorsi professionalizzanti. L’analisi offre però anche un dato positivo: le parti che partecipano al procedimento di mediazione, sono soddisfatte di come sono state attenzionate e sono pronte a consigliare questa esperienza a chiunque debba averne bisogno. “La nostra funzione di conoscenza e sensibilizzazione della popolazione su questi temi diventa un obbligo – ha dichiarato Pecoraro, presidente dell’organismo di mediazione A.N.P.A.R. , iscritto al n. 24 del R.O.M. tenuto presso il ministero di Giustizia – quando comprendiamo, proprio dalla lettura dell’analisi dell’Osservatorio che c’è un elevato grado di soddisfazione dei cittadini nel momento in cui accedono alla mediazione. Si tratta di un percorso di civiltà che porteremo avanti anche grazie al monitoraggio dell’Osservatorio e, ne sono certo, con il supporto delle istituzioni”. “Il monito che arriva dai dati è piuttosto chiaro – commenta Pecoraro – Solo un cittadino  su tre conosce la legge, il 77% non conosce l’utilità della mediazione per risolvere una controversia senza andare davanti a un Giudice. Credo che tra gli aspetti centrali ci sia il ruolo del mediatore,  anello fondamentale fra l’organismo di mediazione, il raggiungimento o meno di un accordo e il ministero di Giustizia. Va detto però che i mediatori, almeno per quelli iscritti all’albo, stanno sviluppando una sempre maggiore consapevolezza e cultura professionale su questi temi, ed è questo un dato incoraggiante.

Credo che organismi  e ministero di Giustizia – conclude Pecoraro – abbiano un compito comune da affrontare soprattutto in materia di informazione e comunicazione.  “Ritengo inaccettabile che chi non conosce la mediazione riceve inadeguate informazioni. Compito primario della legge 28/2010 è quello di costruire una giustizia extragiudiziale, con l’aiuto degli organismi, dei mediatori, dei consulenti e del Ministero di Giustizia. Colpisce constatare che troppi cittadini  non sono a conoscenza  di sistemi alternativi alla Giustizia, sebbene il Ministero, attraverso l’agenzia delle Entrate, ogni anno riconosce un credito d’imposta  per la conciliazione di controversie civili e commerciali  entro il limite massimo di euro 500 in caso di successo della mediazione, in caso di insuccesso, invece, il credito è ridotto a metà al netto di altre agevolazioni ficali, come ad esempio l’esenzione dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura o l’esenzione dall’imposta di registro  entro il limite di valore di 50.000 euro per ogni parte che ha sottoscritto l’accordo.

Per questo, occorre impegnarsi affinché nessuno resti solo di fronte a una giustizia obsoleta, lenta e costosa.

Oggi a Roma il Convegno sulle ADR

In allegato locandina

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Mediazione civile: Statistiche 2011-2016

Da Altalex:

Tre dati:

  • nel 2016 le procedure di mediazione civile in Italia sono diminuite del 6%, ma gli accordi realizzati hanno raggiunto il numero più alto di sempre, 20.237;
  • nel 2016 i risultati conseguiti dalla mediazione (183.977 procedure, 20.237 accordi) sono stati di gran lunga superiori a quelli fatti registrare dalla negoziazione assistita (43.000 procedure, 4.132 accordi – di cui separazioni e divorzi 3.197)[1]; nessuna notizia sul trasferimento del giudizio in arbitrato;
  • febbraio 2017, 5° competizione italiana alla mediazione, tenutasi presso la CCIAA di Milano e l’Università Statale della stessa città, partecipanti 24 università e 120 ragazzi preparatissimi.

Il tasso di successo della mediazione (accordi / procedure) rimane molto basso, 11%, ma è in crescita lenta e costante (9% nel 2014, 10% nel 2015). Distante dal 16% registrato nel 2011, quando la maggior parte dei mediatori era ancora costituita da professionisti che avevano dedicato alla formazione ben più di 50 ore; la invereconda (e incontrollata) corsa al titolo di mediatore, purchessia, avvenuta nel 2010/2012 fece crollare la qualità media dei mediatori e, di conseguenza, dell’offerta.

Se entrambe le parti si presentano all’incontro di mediazione, e decidono di proseguire, il tasso di successo è del 43% (53% nel 2011).

Continua la riduzione degli organismi di mediazione, da 986 del 2013 a 778 nel 2016; ancora più accentuata quella del numero dei mediatori a 22.786[2] a febbraio 2017 (mediatori che forse erano 100.000 nel 2012: 986 OdM, minimo 5 mediatori per ogni organismo, qualcuno anche con 600 professionisti). Commissione Alpa[3], audizione del Ministero della Giustizia: tra il 2014 ed il 2016 “un quarto degli organismi è stato cancellato.… il numero di organismi cancellati è stato superiore di quasi sette volte quello dei nuovi organismi iscritti. … le ispezioni di controllo effettuate –pari a 125- hanno condotto alla cancellazione o la sospensione di quasi la metà degli organismi di mediazione”.

La parte del leone delle procedure è costituita da quelle obbligatorie per legge 79%; molto poche le volontarie 9%; in continua crescita quelle disposte dal giudice all’12% (incidevano per il 2% nel 2013). Differenti i rispettivi tassi di successo: 23%, 39%, 15%.

Per le mediazioni disposte dai magistrati probabilmente il dato è sottostimato, in quanto il Ministero della Giustizia non rileva l’estinzione del processi a seguito di mediazione delegata o iussu judici, senza che le parti vadano dal mediatore. Un confronto può essere fatto con i dati rilevati dal Dr. Massimo Moriconi, magistrato del Tribunale civile di Roma: 23.9.2013 / 10.10.2014, circa 700 cause a ruolo, 200 gestibili con metodi ADR, 121 quelle gestite con metodi ADR: 40 conciliazioni endoprocessuali, 35 mediazioni delegate, 46 conciliazioni endoprocessuali e mediazione delegata (arb-than-med); accordo nel 58%dei casi; cause a ruolo diminuite dell’ 8%[4].

Per quanto riguarda la suddivisione delle mediazioni per tipologia di organismo, preponderante la presenza degli OdM privati (52%), cresciuta quella degli organismi forensi (36%), non riescono a recuperare le Camere di Commercio (16% nel 2011-2012, 11% nel 2016), modestissima l’incidenza degli OdM professionali non avvocati (1%). Questi ultimi, tuttavia, fanno registrare i tassi di successo più elevati (35%), seguiti dagli organismi privati (27%); in coda, costantemente, gli organismi forensi (21%).

Per nulla positivo l’allungamento della durata delle procedure di mediazione con accordo raggiunto: dai 65 giorni del 2012 ai 115 del 2016. Una parte di questo fenomeno è da attribuire al maggior tecnicismo di alcune mediazioni rispetto al passato, ma negli incontri si nota sempre più la prassi del “rinvio” propria delle aule giudiziarie e l’inserimento della sessione di mediazione tra mille altre incombenze. Quasi inconcepibile che si dedichi una giornata intera all’incontro, per definire del tutto il problema.

I fenomeni di fondo riscontrabili nel corso degli anni sono:

  • avvocati – dallo sciopero proclamato a marzo 2011 contro la mediaconciliazione «incostituzionale»[5] (e numerosissimi ricorsi giurisdizionali) all’ apertura alla mediazione espressa al XXXIII congresso nazionale forense a Rimini, ottobre 2016[6]; un cambiamento consistente, alla base del quale l’acquisita consapevolezza che la mediazione, se adeguatamente gestita, può essere uno strumento valido per realizzare una “giustizia senza processo”; ma da considerare anche che il Tribunale di Ascoli Piceno, provvedimento del 12.9.2016, per UN incontro di fronte al mediatore ha liquidato in favore dell’avvocato, che assisteva la parte in gratuito patrocinio, l’importo di euro 600,00[7]; e considerato che il numero di mediazioni è di molto superiore a quello delle negoziazioni assistite ….. “focus on INTEREST, not positions”;
  • magistratura – i giudici italiani nel 2010/2012 adottarono nei confronti della mediazione obbligatoria una posizione di “benign neglect”, per tre motivi fondamentali: consideravano l’istituto il frutto di culture giuridiche straniere (Zaleuco di Locri, la Legge delle XII Tavole ed i primi sette articoli del Codice di Procedura Civile italiano del 1865 testimoniano l’ opposto), erano molto perplessi sull’uso di tecniche non giuridiche per la gestione delle controversie, temevano che la valutazione del magistrato in base non tanto al numero di provvedimenti emessi bensì al numero di procedure a ruolo eliminate avrebbe in parte snaturato l’attività giurisdizionale. Dal 2013 in poi, tuttavia, l’attitudine ha cominciato a mutare, grazie anche all’attività pionieristica di alcune iniziative (Progetto Conciliamo 2005 Tribunale di Milano; Progetto Nausicaa 2010 Tribunale/Università di Firenze; Prassi di conciliazione integrata 2011 Tribunale di Modugno-Bari) e di alcuni giudici. Da non sottovalutare, poi, la richiesta sempre più pressante da parte del Ministero di riduzione dell’arretrato e la ricerca, da parte dei responsabili degli uffici giudiziari, di tutti i metodi atti a raggiungere questo obiettivo, per cui ….. “focus on INTEREST, not positions”;
  • formazione – fino al 2009 i mediatori (allora chiamati conciliatori) in Italia erano molto pochi, ma appassionati della materia e preparati; l’introduzione nel 2010 della mediazione condizione obbligatoria di procedibilità comportò un’aspettativa esagerata sulle possibilità di integrare redditi professionali già in forte diminuzione, con la corsa ad acquisire il titolo di mediatore e conseguente diminuzione della qualità dell’offerta. I mediatori risultarono essere più numerosi delle mediazioni. Le conseguenti disillusioni reddituali, ed i controlli effettuati dal Ministero della Giustizia, hanno fatto allontanare i soggetti poco interessati, anche alla formazione. Inoltre sempre più università cominciano a dedicarsi alla mediazione, con risultati di assoluto rilievo qualitativo: la Camera di Commercio di Milano e l’Università statale di quella città nel 2012 organizzarono la 1° CIM – Competizione Italiana di Mediazione, con la presenza di 4 università; a febbraio 2017, 5° CIM, 24 università, 120 ragazzi preparatissimi. Uno di loro, nell’incontro finale, ha detto: “Ciò che mi ha interessato di più di questa esperienza è aver seguito un corso PRATICO”. Definire “pratico” un corso sulla mediazione, procedura destrutturata e quasi impalpabile, da parte di uno studente di giurisprudenza, dove vengono insegnate procedure iperstrutturate, significa che la mediazione è concreta, “SERVE”.

Da ultimo. Le controversie in campo bancario incidono per il 20% del totale delle mediazioni (l’incidenza più alta tra le varie materie oggetto di mediazione obbligatoria) con il tasso di succcesso (accordi / procedure avviate) il più basso, 7%. E si fa il confronto con il successo sempre crescente che riscuote l’Arbitro Bancario Finanziario.

Le banche che non si presentano in mediazione o che dichiarano di “non essere interessate a proseguire oltre il 1° incontro” in genere sono quelle che hanno i peggiori risultati economici e che mostrano una scarsa attenzione al rapporto commerciale con il cliente. Per quanto riguarda il ricorso all’ABF, esso costa al massimo 20 euro, non richiede l’assistenza obbligatoria dell’avvocato e si svolge insieme ad un “convitato di pietra”, di particolare rilievo per le banche, la Vigilanza della Banca d’Italia. Inoltre “Un record dopo l’altro. Purtroppo però non positivo. Anche nel 2016, come già l’anno precedente, il contenzioso davanti all’Arbitro bancario finanziario vede una assoluta predominanza dei casi relativi alla cessione del quinto dello stipendio. …. C’è poi un’elevata percentuale di ricorsi (pari al 71%) che sono presentati con l’assistenza di un avvocato o altro professionista che spesso si vede riconoscere una parte non irrilevante del rimborso riconosciuto dall’Arbitro. La preoccupazione è quindi che ci sia una vera e propria industria del ricorso sulla cessione del quinto[8]. Attenzione quindi a sminuire le potenzialità della mediazione in campo bancario, facendo raffronti con altri metodi ADR. Auspicabile che anche le banche, prima o poi, si rendano conto delle potenzialità della mediazione a fini commerciali.

In conclusione. La scenario è ancora molto variegato ed il passo lento, ma la lunga marcia della mediazione civile e commerciale, in Italia, è cominciata

Tavola rotonda a Verona

In allegato locandina.

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Tribunale di Rimini

 

Parte resistente nel giudizio solleva l’eccezione che la lettera di convocazione della mediazione avrebbe dovuto essere inviata (anche) nei confronti del procuratore costituito.  Il giudice rileva che l’eccezione è infondata e deve essere respinta. L’art.4, comma 2, del D. Lgs. 28/10 aggiornato alla L. n.69/13 prevede che il contenuto dell’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa. Non è quindi prevista alcuna analogia con il codice di procedura civile circa l’eventuale onere di notificare la domanda di accesso anche al procuratore costituito, in quanto a tenore letterale della norma, è sufficiente che l’atto sia portato a conoscenza del suo diretto interessato. Cosa che nel caso di specie è avvenuta in maniera corretta e conforme al dettato normativo sopra delineato.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di RIMINI
Sezione Unica Civile
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Bruno Capodaglio ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g  XXX       promossa da:
S.
contro
A.
La causa è iscritta ruolo in data 10.10.2016 e trattenuta a sentenza all’udienza di discussione del 28.02.2017. La natura della questione ha consentito la discussione orale ex art.281sexies e la pronuncia immediata della sentenza con la lettura del dispositivo e della concisa enunciazione delle ragioni di fatto e diritto della decisione. Sentita l’esposizione delle parti in ordine alla posizione di tutela ed alle difese delle dedotte allegazioni, il giudice così provvede.
MOTIVI IN FATTO E DIRITTO
Con atto di intimazione di sfratto per morosità ritualmente notificato S. S. chiedeva ordinarsi il rilascio dell’immobile locato a M. A. R. con contratto sottoscritto in data 24.11.2010 relativamente all’immobile uso abitazione sito in M A, il quale prevedeva la corresponsione di un canone di locazione annuale di euro 6.000,00 da pagarsi in n.12 rate anticipate mensili di euro 500,00 ognuna entro il primo di ogni mese. Rilevava il locatore come la M. a partire dal marzo 2016 si fosse auto ridotta il canone di locazione ad euro 250,00 mensili, accumulando una morosità di euro 750,00.
All’udienza di convalida del 12.07.2016 si costituiva in giudizio il conduttore eccependo di non aver mai ricevuto dal proprietario dell’immobile il certificato di agibilità dell’immobile, ciò determinando un inadempimento contrattuale ex art.1578 c.c. legittimando l’autoriduzione del canone di locazione; pur opponendosi il conduttore si dichiarava a verbale disponibili a liberare l’immobile entro il 31.10.2016 salvo il diritto di pagare il canone in misura ridotta sino all’effettivo rilascio.
Il locatore non accettata tale proposta ed il giudice con ordinanza resa in data 07.10.2016 ordinava il rilascio dell’immobile non sussistendo gravi motivi e non risultando l’opposizione fondata su prova scritta, inviando le parti ad accedere alla mediazione obbligatoria, con mutamento del rito e rinviava nel merito all’udienza del 19.01.2017 con termine per deposito di memorie integrative. Alla prima udienza il conduttore rilevava come non fosse stata notificata al procuratore costituito o alla parte.
Il giudice ordinava alla parte ricorrente il deposito degli atti relativi alla prova della notifica dell’accesso alla mediazione entro il termine dei 15 giorni di cui all’ordinanza ex art.665 c.p.c., rinviando la causa per la verifica all’udienza del 23.02.2017. Depositato quanto richiesto il giudice rinviava la causa all’odierna udienza per essere discussa ex art.281 sexies c.p.c.
Preliminarmente circa l’eccezione sollevata da parte resistente circa la nullità della notifica, va specificato come l’Organismo di mediazione prescelto dal ricorrente (A. di Rimini) ha notificato l’istanza di accesso alla mediazione a M. A. R. presso il sito di locazione in M A, in data 25.10.2016 e la relativa raccomandata con r.r. inviata dall’A. non risulta essere mai stata ritirata per “compiuta giacenza” presso il domicilio eletto.
Parte resistente si duole del fatto che, anche qualora fosse stato dimostrato che il procedimento fosse stato introdotto nei termini prescritti dalla legge e richiamati dal giudice dell’ordinanza di mutamento del rito,
la notifica avrebbe dovuto essere effettuata (anche) nei confronti del procuratore costituito in sede di sfratto.
L’eccezione è infondata e deve essere respinta. L’art.4, comma 2, del D. Lgs. 28/10 aggiornato alla L. n.69/13 prevede che il contenuto dell’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa. Non è quindi prevista alcuna analogia con il codice di procedura civile circa l’eventuale onere di notificare la domanda di accesso anche al procuratore costituito, in quanto a tenore letterale della norma, è sufficiente che l’atto sia portato a conoscenza del suo diretto interessato. Cosa che nel caso di specie è avvenuta in maniera corretta e conforme al dettato normativo sopra delineato.
Circa il merito, questo giudice fa proprie le argomentazioni già trasfuse nell’ordinanza di rito nelle quali si riporta, rammentando come le ragioni esposte nella prima difesa della parte resistente non appaiano giuridicamente rilevanti ai fini dell’accoglimento delle sue istanze. Non avendo in questa fase del giudizio offerto prova di aver subito effettivamente un danno per non aver ottenuto dal proprietario il certificato di agibilità/abitabilità dell’immobile a lei locato, appare non provata la diminuzione del godimento del bene ed illegittima la riduzione unilaterale del canone di locazione da parte dello stesso. Come già evidenziato infatti che: “non è consentito al conduttore di astenersi dal versare il canone, ovvero di ridurlo unilateralmente, nei casi in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione del godimento del bene, e ciò anche quando si assume che tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore, atteso che la sospensione totale o parziale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore è legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore, costituendo altrimenti un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti ” (per tutte Cass. Civ. 2099/13).
Nel caso in analisi non è stato provato che il conduttore ha potuto usufruire in maniera con completa e non conforme alle prospettate caratteristiche descrittive dell’immobile contenute nel contratto di locazione, ragion per cui la domanda di parte ricorrente va accolta e definitivamente convalidato lo sfratto per morosità, con ordine di rilascio del suddetto bene entro il 28.03.2017. Le spese legali, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza.
In accordo con il D.M. 55/14- sulla base degli artt.4, comma 5 (scaglione fino ad euro 1.100) e 5 (determinazione della controversia in euro 750,00 al momento dell’introduzione della domanda), tenendo conto della complessità della vertenza e sulla base dell’assenza di istruttoria i compensi del presente giudizio vengono di conseguenza contenuti nei medi tariffari.
P.Q.M.
Il giudice onorario del Tribunale di Rimini, definitivamente pronunciando su atto di citazione per sfratto per morosità proposto da S. S. contro M. A. R., ogni ulteriore domanda e/o eccezione disattesa, così provvede: – Accoglie il ricorso e per l’effetto dichiara risolto il contratto di locazione sottoscritto in data 24.11.2010 convalidando lo sfratto per morosità nei confronti di A. R. M..
– Ordina ad A. R. M. il rilascio dell’immobile sito in M A (RN), entro la data del 28.03.2017 libero da cose e persone.
– Condanna A. R. M. al pagamento dei canoni di locazione per intero dal mese di marzo 2016 fino all’effettivo rilascio dell’immobile.
– Condanna A. R. M. al pagamento delle spese processuali in favore della parte ricorrente, che liquida in euro 440,00 per onorari della fase di merito, euro 340,00 per la fase di sfratto ed euro 198,50 per spese comprensivo dell’accesso alla mediazione, oltre spese generali 15%, IVA e CPA da distrarsi a favore dall’avvocato antistatario.
– Sentenza resa ex articolo 281 sexies c.p.c., pubblicata telematicamente con allegazione al verbale.
Rimini, 28 febbraio 2017
Il Giudice dott. Bruno Capodaglio

 

 

Programma definitivo Convegno Roma

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